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Un album per Dioniso



DIONYSOS. NUN KRE METHUSTHEN è una sonorizzazione che ho realizzato nel 2017 per la mostra Dioniso. L’ebbrezza di essere un Dio, esposizione curata da Carmelo Malacrino e Federica Giacobello al MArC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (9 novembre 2017 - 25 marzo 2018). Creato con strumenti naturali suonati dal vivo – come pietre, mani, corpo, voce, cembali, acqua, campanelli, legno..., questo lavoro musicale nasce dalle immagini dei reperti in mostra e segue il progetto espositivo scandito in quattro sezioni per illustrare il mito, i rituali religiosi e le feste celebrate in onore del dio. Dionysos. Nun Kre Methusthen rivela anche la mia seconda vita di archeologa con un Diploma di Specializzazione in Archeologia delle Province Romane.

Qui un piccolo estratto della mia tesi di archeologia del suono, dedicata proprio alla Musica nei Culti Orientali:


“Sempre più multimediale è il mondo che circonda l'archeologia, sia nel suo aspetto di scavo archeologico (ricostruzioni 3D dei reperti, così come delle architetture e delle decorazioni antiche) che in quello che riguarda l'ambito della valorizzazione e comunicazione. Io credo che un aspetto come quello dell'archeologia musicale possa essere di grande aiuto nel “ricostruire” le ambientazioni antiche, dando un tocco di creatività alla valorizzazione del bene archeologico in sé stesso. Le nuove prospettive degli studi archeomusicologici, oltre all'avanzare della ricerca archeologica e musicologica, potrebbero inserirsi sempre di più in un sistema integrato di valorizzazione e spettacolarizzazione dell'antico. L'incremento notevole del turismo nelle città d'arte, nei musei e nei siti archeologici potrebbe essere uno dei volani di sviluppo in cui inserire a pieno titolo le scoperte di archeologia musicale. La musica aiuta il visitatore a calarsi nella realtà antica (essa lavora per sinestesia) e lo fa in maniera molto più immediata e simpatetica di quanto non riesca a fare un'ottima guida o un ottimo archeologo nella spiegazione di un sito o di un monumento. Lì dove l'archeologia sembra essere muta la musica può lavorare nel restituire pienezza artistica alla ricostruzione storica considerata anche la difficoltà effettiva di comprendere a volte, da parte degli archeologi e studiosi dell'antichità, la verità scientifica che si cela dietro a monumentali e sublimi rovine”.


Oggi – 16 marzo 2023 – alle 21 sarò in diretta Facebook su puntozip_net, ospite di Antiquitas, rubrica di approfondimento e scoperta dell’archeologia condotta da Clementina Sdino Starace per parlare di archeologia musicale e proporre l'ascolto di parte del disco Dyonisos Nun Krh Methusthen.


Guida all'ascolto

SEZIONE 1 - Le immagini di Dioniso | durata: 12'13''

La prima parte di questa sezione rielabora il mito narrato nel settimo inno a Dioniso attribuito ad Omero. Dioniso viene rapito da una nave di pirati e la musica – con il suono del vento, delle onde e delle pietre, rievoca il paesaggio ripercorrendo la metafora del viaggio: Dioniso e il suo culto approdano in Grecia. La seconda parte (satiri e menadi) è caratterizzata da un suono orientalizzante di aulos, strumento tipico del culto dionisiaco.


SEZIONE 2 - Il culto e le feste | durata: 06'19'' Protagonista di questa sezione è la sonorizzazione dell'Inno Orfico a Dioniso, un inno sacrale che i fedeli dovevano pronunciare per invocare la presenza o la protezione del dio. Qui la voce riverberata e filtrata crea atmosfere misteriche; si propongono paesaggi sonori con forti richiami all'estasi delle menadi, seguaci del dio.

SEZIONE 3 - Il Simposio | durata: 11'54'' La terza sezione riguarda la pratica del Symposion, termine forse attestato per la prima volta in Alceo; per questa ragione, si è scelto di sonorizzare una lirica e un frammento di Alceo (fr. 366, fr. 338 Voigt), poeta greco che, primo fra tutti, canta e loda gli effetti del vino sull'animo umano. In questa sezione la pratica del simposio è stata strutturata come una pratica religiosa sussurrata ed intima.

SEZIONE 4 - Teatro, musica e danza | durata: 06'22'' La quarta sezione riguarda la pratica dell'azione scenica, ossia del teatro, della musica e della danza, concepite nell'antichità come un unicum che invera e sottolinea con forza il concetto di mousiké (techne). Si è proceduto ad immaginare una melodia legata ad alcuni versi delle Baccanti di Euripide (vv. 1114-1120); in questi versi si consuma la tragedia di Agave che non riconscendo il figlio Penteo lo uccide in preda alla follia bacchica; fulcro del culto di Dioniso è proprio il seguente: attraverso il vino e la musica si vuole raggiungere un'alterità, un altro e diverso da sé.



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